Sara Bertelli

Sara Bertelli, Sartoria Sovversiva

sara bertelli | sartoria sovversiva

Fino a non molti anni fa, mi alzavo ogni mattina triste, indossavo una toga e andavo in Tribunale a discutere casi penali. Facevo l’avvocato.

Il mio è stato un percorso di studi molto tradizionale, scelto per compiacere la mia famiglia: liceo classico, laurea in Giurisprudenza, Master in Diritto del Lavoro e Tributario, e poi pratica forense, esame di Stato, uno studio professionale in proprio. Ciò che molti possono considerare come un soddisfacente traguardo raggiunto. Ma non ero felice. Vedevo la vita grigia e, la mattina, mi alzavo a fatica perché mi sembrava tutto un po’ senza senso.

Da sempre appassionata di moda, stile, arte, fotografia, da sempre attratta da ciò che è colore e creatività, alla soglia dei 40 anni, ho deciso di prendere in mano la mia vita, dedicarmi a me stessa e fare qualcosa che parlasse davvero di me. Solo che non avevo ben chiaro che cosa fosse.

Poi, quell’autunno, ho avuto un’ispirazione. Ricordo che cercavo una gonna a ruota, per ricreare un outfit vintage, che io adoro. Quella gonna, però, sembrava essere introvabile in qualsiasi negozio, perché non andava di moda e, di conseguenza, la grande distribuzione non la proponeva.

Così, da testarda e sovversiva quale sono, ho deciso di farmene una. “Non sarà così difficile”, pensavo. Dopotutto, ho sempre fatto qualsiasi tipo di attività manuale, dal punto croce alla ceramica, dal decoupage al mosaico, passando per collane, orecchini, stencil, cartapesta, maglia e uncinetto.

Purtroppo, però, nonostante avessi visto mille volte le mie nonne e la mia mamma cucire, non avevo le basi e non sapevo assolutamente cucire.

Per Natale, mi sono fatta regalate una macchina da cucire -la ricordo ancora con il sorriso, era blu e gialla, dell’Ikea-, ho guardato un milione di tutorial, ho usato metri e metri di stoffa ma, alla fine, sono riuscita nell’intento e ho indossato la mia prima gonna fatta da me. Ricordo ancora quel momento. Ricordo una soddisfazione mai provata prima, in nessun successo di lavoro o causa vinta.

Subito dopo le vacanze di Natale, mi sono iscritta ad un corso hobby di taglio e cucito presso la Scuola di Moda Vitali di Ferrara. Andavo a scuola il sabato mattina e poi passavo buona parte della settimana a cucire, la sera e nei week end.   Con quel primo corso, ho capito due cose: che la creatività, da sola, non serve a niente, se non è supportata da basi tecniche e che, forse, non era tardi per me per cambiare strada e vita.

Così, ho deciso di iscrivermi al corso professionale di modellista sartoriale. Il corso è durato due anni e non è stato un periodo facile, perché ancora lavoravo come avvocato e mi arrabattavo come un giocoliere, cercando di gestire lo studio professionale ma anche la scuola, che frequentavo due mattine a settimana ed era piuttosto impegnativa. Tanto che, al momento dell’esame finale, ero molto demotivata ed in procinto di abbandonare l’impresa.

Devo essere grata a Silvia, che mi ha spronata ed ha creduto in me quando nemmeno io ero disposta a farlo e che mi diceva di fare l’esame, anche solo per finire un percorso. Insomma, alla fine, ho preso il diploma.

E così, ha avuto inizio la mia nuova avventura.

Nel 2017, ho fondato Sartoria Sovversiva, un piccolo brand indipendente di moda slow fashion, dapprima solo come hobby e in parallelo alla mia professione di avvocato. Realizzavo modelli per me, poi per le mie amiche e poi per un negozio. Infine, la moda è diventata il mio lavoro.

Alla fine del 2018, ho vinto un bando del Comune ed ho ottenuto uno spazio presso il Consorzio Factory Grisù, uno spazio destinato ad imprese creative come la mia e mi sono insediata lì, dove ancora oggi ha sede la mia piccolissima azienda.

Sartoria Sovversiva, oggi marchio registrato, vuole dare una casa a tutte le donne che non hanno più voglia di accontentarsi della moda omologata da catene e grandi marchi di fast fashion, che ci vogliono tutte uguali, aderenti a schemi di mercato e conformi a modelli di bellezza stereotipati. Ma, soprattutto, a tutte le donne curvy, che faticano a trovare capi ne valorizzino le forme, senza soffocarle in sacchi informi.

Sartoria Sovversiva non è una sartoria tradizionale, ma un brand. E’ un progetto di moda sostenibile che recupera il passato per guardare al futuro.

Certa che la moda sia anche espressione di personalità, con Sartoria Sovversiva creo piccole collezioni e capi, quasi sempre di ispirazione vintage, che poi vengono personalizzati per taglia e tessuto, in base alle richieste delle clienti. Un po’ come avveniva nell’atelier degli anni ’50 e ’60, dove ci si recava per ordinare capi delle collezioni, ma realizzati su misura.

Il passato sì, ma con un tocco di contemporaneo. Infatti, la maggior parte del mio lavoro si svolge on line. L’uso dei social network, Instagram in particolare, rappresenta per me una luminosa vetrina, attraverso la quale coinvolgere e raggiungere un pubblico molto vasto.

La cosa più bella di questo lavoro? Quando una donna mi dice che con un mio capo addosso si sente bellissima. Posso dire di aver, finalmente, trovato la mia strada e la mattina mi sveglio con il sorriso.

Se potessi dire qualcosa a quella me di qualche anno fa, quella che vedeva tutto grigio, le direi di crederci, di seguire la sua strada, anche se sembra in salita e che l’impegno e il sacrificio portano sempre a grandi soddisfazioni.

Instagram Scuola di Moda Vitali